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  • 11:17:43 pm on Maggio 7, 2008 | # |
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    Regista: Justin Chadwick con Natalie Portman, Scarlett Johansson, Eric Bana, David Morrissey, Kristin Scott Thomas, Mark Rylance, Jim Sturgess. Genere Drammatico produzione UK, 2008 Durata 115 minuti.

    Abbiamo avuto la possibilità di vedere il film ieri sera nella sala del Warner Village della nostra città. “L’altra donna del re” che è la bellissima storia di due sorelle,Mary e Ann Boleyn,entrambe amanti del re d’Inghilterra Enrico VIII (intepretato da Eric Bana,l’attore di Munich).

    Il contesto storico del film si produce nel lontano 1500 alla corte di Enrico VIII che regna sull’Inghilterra ed è sposato con Caterina d’Aragona,dalla quale non riesce a causa di vari aborti ad avere un figlio maschio,come successore al trono reale.

    E’ qui che subentra l’impavida e ambiziosa trama del Duca di Norfolk (David Morrissey),che invaso da una incredibile brama di denaro coinvolge Sir Thomas Boleyn,padre di Ann e Mary,tramite una battuta di caccia alla quale partecipa anche il Re,nell’intento di unire in relazioni amorose le due bellissime figlie con il sovrano.

    E’ qui che Maria,che nel film è interpretata da una bellissima e sensuale Scarlett Johansson,diviene amante del re e da alla luce un figlio illegittimo,ma ben presto la passione di Enrico VIII svanisce e di ciò se ne accorgono subito i componenti della famiglia Boleyn,soprattutto lo zio e il padre,che richiamano in patria l’esiliata Ann,allo scopo di sedurre ancora il sovrano e volendo a tutti i costi subentrare nella vita di corte.

    In questa parte del film viene raffigurata la forza della donna,Ann Boleyn che riesce ad entrare nella mente del Re,di comandarlo e di plagiarlo psicologicamente a tal punto da costringere il sovrano a ripudiare la moglie Caterina d’Aragona,imponendogli di congiungersi in matrimonio con lei,causando la rottura storica con la chiesa di Roma,vero spartiacque storico-religioso del mondo inglese.

    E’ questo il prezzo da pagare per il re d’Inghilterra,che con la moglie ha una bambina,Elizabeth e ben presto si trova nella stessa situazione delle relazioni precedenti,cercando sempre nuove emozioni sentimentali e trovando il pretesto,nel mancato erede maschio e in un aborto non volontario di Ann Boleyn,per nuove scappatelle con la donna di corte Jane.In questa occasione Ann,deve fare i conti con la sua fragilità di donna,che a tutti i costi vuole essere la regina e la moglie del re e pur di non raccontare l’ennesimo aborto avuto,chiede al fratello George Boleyn (Jim Sturgess) un rapporto sessuale,al fine di rimanere incinta,che però il giovane rifiuta.I due vengono visti dalla moglie del giovane George che raccontando tutto al re,causa la condanna a morte di George e Ann Boleyn.Il film termina con Mary Boleyn che si trova dinanzi al re,chiedendo la grazia per la sorella a cui è molto legata,che però viene rigettata con una minaccia di persecuzione per la bella Mary,nel caso di ulteriori visite alla corte di Enrico VIII.

    Il film,scenograficamente perfetto e con interpretazioni di qualità eccellente trova però in disaccordo la critica per numerose questioni. e anche noi siamo rimasti da una parte sbalorditi dai costumi e dall’altra amareggiati per gli errori che non hanno permesso al film di diventare un cult del genere Storico.

    In effetti a nostro avviso,la trama è di grande valore,la durata giusta,l’intrattenimento piacevole e le immagini riescono a far tornare indietro di 500 anni lo spettatore che si immerge nell’Inghilterra dell’epoca,ma il film presenta numerose imperfezioni;come ad esempio l’inadeguatezza al ruolo di re di Eric Bana,che ha una figura ibrida e impersonale,per proseguire con le inesattezze della storia di Ann,che viene raffigurata come il diavolo in persona e non per le qualità di donna con la quale ha avuto un ruolo importante nella storia d”Inghilterra.

    Inoltre troviamo altri errori grossolani quali la mancata menzione nella storia dei 5 presunti amanti di Ann Boleyn,della prima figlia di Mary Boleyn,concepita con Enrico VIII e numerose imperfezioni anacronistiche e non in linea con la vera storia reale della donna più amata/odiata dell’epoca.

     

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