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italianew

  • 06:37:47 am on Maggio 10, 2008 | # |
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    La situazione,già da troppo tempo precaria,rischia di precipitare in Libano dove negli ultimi giorni si sono verificati episodi di violenza inaudita.Sono migliaia le persone accumulate ai posti di frontiera del paese arabo che fuggono da un’ormai quasi certa guerra civile.

    La maggioranza del parlamento aveva infatti ieri accusato pubblicamente il governo di Hezbollah di aver messo in atto un golpe,contro la sicurezza del paese.Secondo il parlamentare cristiano Samir Geagea,gli Hezbollah hanno fatto un vero e proprio colpo di stato,mettendo in pericolo gli accordi di Taif (che posero il termine nel 1989 ai quindici anni di guerra civile libanese) e soprattutto il protocollo 1701,con il quale l’ONU,mise fine nell’Agosto del 2006,alla cruenta guerra tra gli Hezbollah e Israele.

    La situazione sta comunque degenerando,consideriamo anche ciò che avviene all’esterno,si parla di complotti di altri paesi arabi come Siria e Iran,che fomentano e alimentano le iniziative degli Hezbollah,considerati dei veri e proprio servi di Allah contro lo stato d’Israele.Dall’altra parte il governo degli Stati Uniti d’America si pone in uno stato sopra delle parti,ma diretto interessato per le problematiche socio-economiche presenti nel Medio Oriente,nel concetto nudo e crudo del barile di petrolio.Da una parte dunque i governi arabi usano e strumentalizzano l’integralismo di Hezbollah,come arma di dissuasione nei confronti dei governi occidentali,dall’altra gli stati occidentali non sono amalgamati per comprendere a fondo la situazione precaria del Libano,strettamente connessa con ciò che accade nella striscia di Gaza dalla fine della seconda guerra mondiale.

    Il problema Medio Oriente è stato sottovalutato e comunque gli stati arabi sono troppo orgogliosi e attaccati alle loro radici per far coesistere diverse mentalità al’interno dei loro governi,ne è la conseguenza la forte crisi in Libano,degenerata con violenti scontri,morti e una fuga che ricorda quella della Romania ai tempi della rivoluzione di Ceausescu.

    Intanto sono ben 2.500 i caschi blu italiani impegnati nella pericolosa fascia libanese,comandati dal colonnello Giuseppe Perrone e sotto la protezione dell’Unifil,per loro purtroppo si preannunciano tempi duri,poichè dovranno affrontare un clima già rovente nei mesi passati e che oggi raggiunge l’apice della crisi nel piccolo stato di Beirut,a causa delle continue pressioni a livello politico dei terroristi di Hezbollah.

     

Comments

  • dan 12:59 pm on Maggio 12, 2008 | #

    Articolo interessante: http://www.danielep.com/

  • italianew 7:24 pm on Maggio 17, 2008 | #

    grazie daniele,torna a trovarci presto.

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